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Il vini si presenta di colore rosso rubino brillante; profumo fresco e vinoso con sentori fruttati tipici delle uve coltivate in loco.
Oggi il disciplinare di produzione del vino richiede una gradazione alcoolica minima complessiva del 10% Vol.
VINIFICAZIONE ED AFFINAMENTO: La vendemmia è caratterizzata da una rigorosa cernita delle uve al fine di destinare alla produzione del vino soltanto i grappoli sani e maturi.
Il vino: le piccole produzioni locali piemontesi, Albugnano D.O.C., Nouv Brischett, Chiomonte, Ca' 'D Mate', Prunent, Prustin, Quagliano DOC, Colline Saluzzesi, Timorasso, Valsusa DOC
Con una resa massima di uva per ettaro di 95 quintali ed una resa in vino pari al 70%, l'Albugnano è ottenuto per l'85% da uve Nebbiolo e per il restante 15% da Freisa, Barbera, Bonarda soli o congiuntamente.
L'Albugnano si accompagna a carni bianche e rosse al forno o arrosto, pollame, volatili di cacciagione e stracotti; la versione rosato è adatta anche ad antipasti di carne, minestre e trippe.
è giustamente definito balcone del Monferrato"; insieme a Pino d'Asti, Castelnuovo Don Bosco, Passerano e Marmorito costituisce la zona di origine dell'omonimo vino, che nella vendemmia 2000 ha registrato 7 ettari di vigneti ed una produzione di 240 ettolitri circa.
Albugnano deve il suo nome al piccolo comune del Nord dell'Astigiano che si trova al centro dell'area di produzione di questo vino.
Ma al di sopra di tutto, l'Albugnano si sposa con la caöda" dei Canonici di Vezzolano, piatto forte dei monaci dell'abbazia offerto ai pellegrini che approdavano al loro desco e cucinato senza fare uso dell'aglio sostituito dall'alchechengi, peperoncino selvatico usato nel medioevo.
Vino tradizionale ottenuto dai terrazzamenti nei comuni Ossolani di Crevola, Masera, Trontano e Montecrestese.
E' un vecchio vino, molto diffuso nel passato; la tradizione vuole che abbia particolari effetti dopo un'abbondante bevuta: "lascia la mente lucida, ma impedisce l'uso delle gambe".
Prodotto per almeno l'85% con Doux d'Henry, questo vino dispone di una piccolissima superficie a vigneto, appena 7979 metri quadrati; la resa per ettaro è altrettanto contenuta e così la produzione annuale (circa 4500-5000 bottiglie) lo propone come una preziosa rarità.
Ne deriva un vino particolare, di colore variabile dal cerasuolo al rubino tenue con riflessi violacei, delicatamente vinoso al profumo, con caratteristico sentore di viola.
Si tratta di un vino bianco autoctono di qualità, coltivato nelle Valli Curone, Grue, Ossona e Val Borbera.
Nelle antiche e fresche cantine di Ca' d' Mate' (Casa di Matteo) di Oira, nel Comune di Crevoladossola, il vino passa poi in piccole botti di rovere francese per un ulteriore affinamento, il quale viene completato con alcuni mesi di invecchiamento in bottiglia.
Il conferimento della denominazione d’origine a questo vino, nel settembre 1996, ha significato il riconoscimento di una tradizione produttiva a rischio legata ad un vitigno raro, il Quagliano, diffuso solo nella zona delimitata dalla sua denominazione, vale a dire l’intero territorio dei comuni di Pagno e Piasco e parte di quelli di Costigliole Saluzzo, Manta, Verzuolo, Busca, Brondello, Castellar e Saluzzo, tutti in provincia di Cuneo.
Questa denominazione di origine prevede tre tipologie: l'Albugnano, l'Albugnano rosato e l'Albugano superiore.
E' un tipico vino di montagna della zona del Pinerolese, prende il nome dal paese di Prarostino.
Nouv Brischett, Prustin, Ca' 'D Mate', Quagliano DOC, Chiomonte, Timorasso, Albugnano D.O.C., Valsusa DOC, vino piemonte, Prunent, Colline Saluzzesi, chiomonte
Il vino prodotto è bianco asciutto, corposo e più alcolico del Cortese; i dati di alcune recenti prove lo indicano anche adatto ad un breve invecchiamento.
L'Albugnano rosato ha colore dal rosato al cerasuolo, profumo delicato, gradevole, fruttato, talvolta vinoso, sapore dal secco all'abboccato, di buona persistenza, talvolta vivace; il titolo alcolometrico volumico totale minimo è di 11%.
Può essere designato con la menzione l'Albugnano con gradazione alcolica non inferiore a 11.
Il Timorasso, infatti, è un vino che gli agricoltori di queste zone hanno prodotto fin da tempi remoti, ma che solo in anni recenti, verso la fine degli anni ottanta, dopo un periodo si abbandono, hanno ripreso ad impiantare.
5% e presenta colore rosso rubino più o meno intenso, talvolta con riflessi granati, profumo delicato, caratteristico, talvolta vinoso, sapore dal secco all'abboccato, di discreto corpo, più o meno tannico, di buona persistenza, talvolta vivace.
Il vino che se ne ricava, di buona struttura, è molto rinomato; appartiene all’ultima generazione dei “bianchi” della provincia di Alessandria, nonostante le sue origini antiche.
CARATTERISTICHE ORGANOLETTICHE: Questo vino è irruente, corposo e potente ma con una sua eleganza ed armonia.
Il vino, le piccole produzioni locali piemontesi: Chiomonte, Prunent, Prustin, timorasso
ZONA DI PRODUZIONE: Vino ottenuto da uve provenienti dai vigneti di Cisore, (400 mt.
Al 1148 risalgono i primi documenti che riguardano la produzione vinicola del feudo Albugnano-Vezzolano, quando papa Eugenio III ricevette la chiesa di Vezzolano sotto la sua protezione; la coltura della vite presso l'abbazia era così florida che dopo le invasioni barbariche succedutesi nel medioevo, i canonici fornivano ai paesi vicini i tralci di vite per i reimpianti a causa delle devastazioni subite.
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