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VINI DEL TRENTINO











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Negli antichi avvolti e nelle grotte naturali di tufo sono stati ricavati i locali di invecchiamento del vino, che viene maturato nel legno e poi affinato in bottiglia.
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L‘Etichetta Verde identifica il vino derivato dalla vendemmia selezionata e dall’accurata vinificazione in rosso delle uve destinate a produrre il Marzemino Superiore d’Isera.



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Terzo il Friuli Venezia Giulia con 39 e quarto il Veneto con 20, mentre la Lombardia è a quota 13 e il Trentino a 6.
L'area di produzione prevista dal disciplinare include vari comuni della provincia di Trento.
La quinta edizione di Duemilavini, la guida ai vini d'Italia dell'Associazione italiana Sommelier: 1504 pagine per la recensione di 1257 Aziende.
Si tratta di vini eccezionali, di quelli che si usa definire meditazione", di corpo notevole.
Interessa un consistente numero di vini prodotti in una vasta area, che comprende la riviera bresciana del lago di Garda ed il suo entroterra e una porzione amplissima della provincia di Verona (praticamente tutto il territorio già interessato dalle altre doc veronesi, dal lago sino all'Est veronese.
Fra le tante tipologie contemplate dalla doc Trentino, ci sono, fra i bianchi, il Trentino Nosiola, paglierino di colore e fruttato, con accenno aromatico, nei sapori (lo si produce proprio nelle vicinanze del Garda), il Trentino Chardonnay dal delicato profumo, il Trentino Müller Thurgau dal sapore armonico e aromatico, , iil Trentino Pinot bianco dal profumo caratteristico e dal sapore secco e armonico, il Trentino Pinot grigio dal bel colore paglierino e dal profumo di frutta, il Trentino Traminer aromatico con profumi e sapori caratteristici e aromatici.
Il territorio di produzione del San Martino della Battaglia comprende in tutto o in parte i Comuni di Sirmione, Desenzano, Lonato e Pozzolengo in provincia di Brescia, nonché di Peschiera del Garda in provincia di Verona.
Per informazioni è possibile contattare il Consorzio di tutela dei vini Valdadige, che ha sede operativa a Bardolino (Verona) in piazza Matteotti 8: tel.
I vini della regione del Garda premiati dalle guide 2004.
La denominazione Valdadige è attribuita a una serie di vini prodotti con le uve d'un ampio numero di comuni posizionati lungo l'asse della valle dell'Adige, dalla provincia di Bolzano a quella di Verona.
A rendere possibile questa differenziazione sono le tecniche di produzione e di affinamento: nel caso del Recioto la fermentazione dura circa un mese, mentre per l'Amarone si protrae più a lungo, per 45-50 giorni; dopo la fermentazione iniziano le fasi di maturazione e di affinamento, che se per il Recioto sono relativamente brevi, per l'Amarone sono invece molto lunghe (il disciplinare di produzione indica una durata minima di 2 anni).
Se la docg Franciacorta è riservata agli spumanti, la doc Terre di Franciacorta individua i vini fermi.
Il disciplinare del Lessini Durello ne individua l'area di produzione nella zona di confine fra le provincie di Verona e Vicenza.
Adesso c'è anche la guida dei vini autoctoni d'Italia, dedicata solo ai vini ottenuti da vitigni autoctoni.
La zona di produzione del Bardolino classico doc comprende l'intero territorio comunale di Bardolino e di Garda e un'ampia porzione dei Comuni di Lazise, Cavaion Veronese, Costermano ed Affi.
Le sottodenominazioni ammesse sono il Lessini bianco (anche nella tipologia superiore) da uve di chardonnay, con aggiunte eventuali di pinot bianco, nero o grigio e sauvignon, il Lessini Durello (un bianco tratto almeno per l'85% da uve di durella, con eventuali aggiunte di garganega, pinot bianco, chardonnay o pinot nero; è prevista anche la tipologia superiore), il Lessini Durello passito dolce o amabile, l'ormai classico Lessini Durello spumante, il nuovo Lessini spumante (da chardonnay più pinot bianco e pinot nero), il Lessini spumante rosato o rosè (l'uvaggio è il medesimo, con vinificazione rosa" delle uve) e il Lessini rosso, anche in versione riserva (merlot con possibili aggiunte di pinot nero, corvina, cabernet franc, cabernet sauvignon, carmenere).
I vini devono sostare sui lieviti almeno 15 mesi, periodo che sale a 24 mesi per i millesimati e addirittura 36 per il Trento riserva.
Sono 302 i vini che si sono aggiudicati le Tre Stelle" dell'edizione 2004 de Vini di Veronelli".
Esiste anche una produzione di Recioto della Valpolicella spumante, delicato, pieno, caldo e dolce.
La denominazione d'origine controllata Trentino interessa pressoché tutte le zone della provincia di Trento che abbiano vocazione vitivinicola.
Possono poi contribuire alla sua produzione, fino ad un massimo del 30%, anche uve dei vitigni Pinot bianco, Chardonnay e Trebbiano di Soave.
Vini, cucina e gastronomia del lago di Garda. Wine, food and recipes from Lake Garda, Italy
Il Recioto della Valpolicella, il Recioto della Valpolicella classico ed il Recioto della Valpolicella Valpantena, nonché l'Amarone della Valpolicella, l'Amarone della Valpolicella classico e l'Amarone della Valpolicella Valpantena provengono dalle uve del Valpolicella fatte appassire (generalmente da fine settembre sino a gennaio) negli appositi fruttai nella zona di produzione (la resa in vino non è superiore al 40%) fino a raggiungere una particolare concentrazione zuccherina.
La denominazione Garda classico è tuttavia riservata soltanto a determinate tipologie di vini (bianco, chiaretto, rosso, rosso superiore, Groppello e Groppello riserva) prodotti sulla riviera bresciana e nel suo entroterra (Bedizzole, Calvagese, Desenzano, Gardone Riviera, Gargnano, Gavardo, Limone, Lonato, Manerba, Moniga, Muscoline, Padenghe, Polpenazze, Pozzolengo, Puegnago, Roè Volciano, Salò, San Felice del Benaco, Sirmione, Soiano, Tignale, Toscolano Maderno, Tremosine, Villanuova sul Clisi, Vobarno).
Gli altri vini del Trentino Valdadige (Trentino Alto Adige e Veneto).
Il Bardolino chiaretto, ottenuto con la vinificazione rosa" delle uve (con una minima macerazione delle bucce), ha un colore rosato.
Possono poi concorrere alla produzione anche uve di Rossignola, Negrara trentina, Barbera e Sangiovese fino a un massimo del 15%, nonché, sempre nello stesso ambito del 15%, altri vitigni a bacca rossa tipici dell'area veronese.
Per quanto riguarda i bianchi, la denominazione Garda con la specificazione Garganega, Pinot bianco, Pinot grigio, Chardonnay, Tocai, Riesling italico, Riesling, Cortese, Sauvignon è riservata ai vini ottenuti da vigneti consistenti almeno per l'85% dai corrispondenti vitigni.
La denominazione Garda classico è riservata ai vini prodotti sulla riviera bresciana del lago e può essere rivendicata soltanto per le tipologie bianco (con almeno il 70% di riesling), chiaretto, rosso e rosso superiore (tutti e tre caratterizzati dalla presenza di almeno il 30% di uve groppello, più un 5% ciascuno di marzemino, sangiovese e barbera), Groppello (prodotto almeno per l'85% con uve di groppello nei tipi gentile, Mocasina e groppellone).
L'area di produzione comprende l'intero territorio dei comuni d Arzignano, Brogliano, Castelgomberto, Chiampo, Gambugliano e Trissino in provincia di Vicenza e di San Giovanni Ilarione e Vestenanova in provincia di Verona, nonché parte dei territori comunali di Cornedo Vicentino, Costabissara, Gambellara, Isola Vicentina, Malo, Marano Vicentino, Monte di Malo, Montebello Vicentino, Montecchio Maggiore, Montorso Vicentino, Nogarole Vicentino, San Vito di Leguzzano, Schio e Zermeghedo in provincia di Vicenza e Badia Calavena, Cazzano di Tramigna, Montecchia di Crosara, Roncà e Tregnago in provincia di Verona.
La doc Garda mira a sostituire anche la precedente doc Colli morenici mantovani del Garda, che interessa i vini della porzione della provincia di Mantova più vicina al lago di Garda.
Con un decreto del 17 luglio 2001 il Ministero delle Politiche Agricole e Forestali ha provveduto alla modifica della denominazione di origine controllata Lessini Durello in Monti Lessini o Lessini, dopo tre anni di lavoro volto alla revisione del disciplinare per cercare il compromesso ideale tra gusto del consumatore e salvaguardia della tipicità, riqualificazione della produzione e caratterizzazione della stessa.
I vini della doc Valpolicella vengono da uve dei vitigni Corvina veronese (nei vigneti devono essere presenti con una percentuale fra il 40 e il 70%), Rondinella (dal 20 al 40%) e Molinara (fra il 5 e il 25%).
Al momento del dessert si può scegliere fra un suadente Trentino Moscato giallo o un affascinante Trentino Vin Santo (entrambi trovano buone espressioni nei pressi del Garda) oppure un raro, deliziosoTrentino Moscato rosa dal colore rosa granato chiaro.
Tra i rossi, citiamo almeno il Trentino Marzemino dal colore rubino e dal sapore secco, pieno, e il Trentino Merlot,dal caratteristico, accentuato profumo varietale e dal sapore secco, con sentori erbacei).
Tutte le doc della Regione del Garda
Il vino prende il nome dalle uve di durella, usate il prevalenza per la sua produzione, e dalla fascia montuosa dei Lessini.
Il riconoscimento viene attribuito ad una singola annata di un vino, già ai vertici nelle precedenti edizioni, che abbia ottenuto dagli autori (Daniele Thomases e Gigi Brozzoni) valutazioni superiori a 91/100, con qualche eccezione per i vini che nascono da vitigni autoctoni poco diffusi o poco nobili o da aree viticole estreme o ancora poco affermate.
Il Bardolino superiore, riconosciuto a docg, riceve un invecchiamento di almeno un anno a decorrere dal primo novembre dell'annata di produzione delle uve.
La zona di produzione dei vini a denominazione di origine controllata “Arcole” comprende: provincia di Verona l’intero territorio dei comuni di: Arcole, Cologna Veneta, Albaredo d’Adige, Zimella, Veronella, Zevio, Belfiore d’Adige, e parzialmente il territorio dei comuni di Caldiero, San Bonifacio, Soave, Colognola ai Colli, Monteforte, Lavagno, Pressana, Vago e San Martino Buon Albergo, e in provincia di Vicenza gli interi territori comunali di Lonigo, Sarego, Alonte, Orgiano, Somano.
In particolare, nella zona del Garda si producono vini della doc Trentino dalla sponda settentrionale del lago e poi lungo il fiume Sarca sino al lago di Toblino.
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Altre area vinicola prossima al Garda è quella della Valdadige, nel tratto in cui confina con la provincia di Verona.
La zona di produzione del Bianco di Custoza doc comprende in tutto o in parte i territori comunali di Sommacampagna, Villafranca di Verona, Valeggio sul Mincio, Peschiera del Garda, Lazise, Castelnuovo del Garda, Pastrengo, Bussolengo e Sona, tutti in provincia di Verona.
La denominazione Bardolino, senza la specificazione è destinata ai vini prodotti a Torri del Benaco, Caprino Veronese, Rivoli Veronese, Pastrengo, Bussolengo, Castelnuovo del Garda, Sona, Peschiera del Garda, Sommacampagna e Valeggio sul Mincio.
Per maggiori ragguagli è possibile rivolgersi al Consorzio di tutela dei vini Valpolicella, a San Floriano (Verona): via Valle di Pruviniano, 4 - tel.
Prodotto nella Piana Rotaliana, tra Mezzolombardo e Mezzocorona, il Teroldego Rotaliano (anche nelle versioni superiore o riserva) è uno dei vini rossi più noti del Trentino.



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TEXT CACHED
Vini del Trentino Il Groppello
Il progetto di Revò", redatto dall 'Istituto agrario di San Michele all' Adige (Trentino) in riferimento alla tutela della biodiversità, prevede una serie di interventi che partendo dal censimento delle risorse esistenti arrivano alle azioni di salvaguardia del vitigno, con passaggi intermedi che coinvolgono le tecniche di biologia molecolare, la realizzazione della scheda ampelografìca modello O.
Il vino Trentino Groppello rappresenta un patrimonio genetico di tutto rispetto, se si pensa che le vigne possono raggiungere anche gli 80-100 anni di età.
Il Groppello: Vino Trentino di Revò , vitigno autoctono.
La famiglia dei vitigni autoctoni del trentino cresce: Teroldego, Marzemino e Nosiola (questo a bacca bianca) con l' arrivo del Groppello costituiscono un poker d' assi che potrà favorire le partite dei vini trentini sui tavoli dei grandi mercati.
Proprio a Revò sorse, nel 1893, la terza cantina sociale del Trentino.
500 bottiglie il maggior produttore, hanno resistito ed ora sono soddisfatti di aver difeso un vitigno che appartiene a tutti gli effetti alla tradizione enologica e paesaggistica della Val di Non e dello stesso Trentino, e che finalmente ha ricevuto importanti riconoscimenti sul piano scientifico e normativo.
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Alla riscoperta di un vino Trentino un tempo molto famoso e ricercato il Groppello
Confuso spesso con i più conosciuti Groppelli della sponda bresciana del lago di Garda, il vino Trentino Groppello di Revò, ha ora ricevuto una sorta di attestato che lo qualifica come vitigno autoctono, e sottozona DOC del Trentino.



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TEXT CACHED
E diventa poco importante: se si vende in un supermercato di New York, la parola Trentino conta zero.
Ed ecco allora spiegarsi perché il sistema, in questi anni, non si evolve, la strada della differenziazione della produzione (intesa come tutela, marchi, promozione) non si riesce mai ad imboccarla.
Il Trentino era additato ad esempio in tutta Italia (eh sì, quante vicende dell’oggi iniziano così.
Crisi? Come è possibile? Quando il reddito dei viticoltori ha raggiunto livelli impensati? Per cui il terreno agricolo in Trentino ha i prezzi più alti al mondo o quasi, e tante aziende decidono di espandersi in terre come la Toscana, dove il vino non è da meno del nostro (anzi.
tanto o buono? I litigi tra gli operatori vitivinicoli hanno distrutto tutte le istituzioni, il vino trentino è oggi senza guida.
Basterà il taglio dei contributi alla promozione? E’ una minaccia seria? E se si passasse a ridurre i millanta contributi alla produzione? Certo, il settore, come abbiamo visto, è nel caos.
I vini trentini sono raccolti sotto due marchi, Trentino Doc (20 vini) e Trento Doc (gli spumanti classici).
La prima è la costruzione della cosidetta la classificazione della produzione in base a qualità via via crescente.
E soprattutto la Cantina cooperativa La Vis (terza in ordine di grandezza) affianca a una produzione di massa, una di qualità, dopo un massiccio investimento e sul territorio (in studi, zonizzazioni, rapporti con gli agricoltori) e nelle linee produttive e nella promozione (rapporti con il turismo, la cultura ecc).

I giganti della vitienologia trentina - Cavit e Cantina di MezzaCorona - rispondono con la quantità: siamo bravi, vendiamo il vino trentino nei supermercati di tutto il mondo, se non abbiamo laccioli tra i piedi possiamo competere con tutti.
Abortita la Trentino Vini, si è dato vita a un Consorzio volontario che dovrebbe raggruppare tutti questi operatori, e al quale la legge affida la famosa tutela.
vino è un piacere, e la consapevolezza di esso è un prodotto culturale - ci dice Lunelli - Il punto è far capire che sotto il marchio c’è tutela, c’è qualità, c’è cura del territorio.
un meccanismo che va avanti con una propria logica, quella di dover crescere continuamente: più investimenti, più produzione in una spirale senza fine - sostiene il prof.
L’assessore Andreolli (sua la competenza per la promozione del vino trentino) ha iniziato a minacciare: non vi mettete d’accordo, niente soldi per la promozione nel 2001", anche perché non è più chiaro, con l’estinzione dell’Itv, chi dovrebbe occuparsi della promozione.
, insomma tutto quanto definisce la produzione, crea l’immagine e il nome di un’area produttiva (nel nostro caso il Trentino).
L’altra soluzione, che non esclude la prima, è quella di individuare delle delle aree particolarmente vocate, che producono uve di qualità, poi lavorate anche qui con criteri rigorosi: si arriverebbe a produrre vini particolari, riconosciuti dalle riviste specializzate e commercializzati con etichette indicanti anche la sottozona, cosa che notoriamente indica vino di pregio.
ppure differenziare la produzione, e anche la politica vitivinicola, non dovrebbe essere un’utopia.
Oggi anche Trentino Vini sembra arrivata al capolinea, senza mai essere veramente partita: i piccoli produttori di alta qualità (innanzitutto Pojer della nota cantina Pojer e Sandri) se ne sono andati, e l’associazione si è trovata a non poter proprio più gestire - se mai avesse potuto farlo prima - i propri compiti che, per legge, devono essere svolti da un organismo comprendente tutti i soggetti.
La promozione dovrebbe sedimentare nel consumatore l’idea che un vino che si fregia di uno di questi marchi, sia di qualità.
Come del resto succede in tante altre parti, dove accanto alla produzione eccelsa c’è anche quella media, come è peraltro ovvio.
Anche per una serie di risentimenti personali tra individui che litigano da venti-trent’anni: basti pensare che l’unica spiegazione che ci viene data per la liquidazione dell’Istituto del Vino è che ci si voleva liberare del suo direttore, Angelo Rossi, ritenuto troppo autonomo e ingombrante (come se per licenziare un direttore non bastasse risolvere un contratto di lavoro, invece che distruggere un’istituzione).
vino trentino
Sta di fatto che con un blitz, l’anno scorso, le due grandi cooperative (Cavit e MezzaCorona) avevano dato vita a una nuova associazione, la Trentino Vini, in cui - a differenza dell’Itv, in cui convivevano tutti i molteplici soggetti - erano presenti solo le coop e qualche piccola cantina privata; ma era proprio la neonata associazione a venir prontamente riconosciuta come interlocutrice fondamentale dall’assessore provinciale Pallaoro.
Si tratta infatti di stabilire (e controllare) le norme di cioè le rese per ettaro, i disciplinari di produzione, le denominazioni, le zonizzazioni.
) per avere, fino dal 1949, dato vita a un Comitato Vitivinicolo, poi Istituto Trentino del Vino (Itv), in cui, sulla falsariga dei comitati interprofessionali francesi, tutti gli operatori del settore contribuivano a definire tale politica.
l tutto è aggravato dal fatto che l’Istituto del Vino, oltre la tutela, gestiva la promozione del vino trentino, inteso come immagine complessiva: organizzando l’annuale Mostra del Vino, la partecipazione del Trentino a Vinitaly, tenendo aperto il Punto Trentino a Monaco, e poi corrispondenti all’estero, edizioni, pubbliche relazioni e quant’altro.



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