TEXT CACHED
Grande, nel consesso della Taranto greca, la rilevanza sociale del vino, che era
il protagonista indiscusso delle feste dionisiache, celebrate in autunno fra fiumi di
vino e concludentisi con l'ubriacatura delle folle richiamate in città dai quattro angoli del suo territorio.
Iniziò così il ridimensionamento del ruolo della masseria all'interno del sistema economico-territoriale del
Tarantino, accelerato nel corso dell'800 dalla comparsa di nuovi momenti critici nel mercato cerealicolo.
Mentre la vite destinata alla produzione di vino era allevata senza sostegni
(ad alberello), le pregiate varietà di uva da tavola (indicate come uva cornola o più genericamente particolare) necessitavano di irrigazioni e di sostegni.
Il rapporto che si instaurò fra il sistema della masseria, personificazione della grande proprietà (feudale,
laica o ecclesiastica) e quello della vite, espressione invece del piccolo possesso contadino, fu, sino alla prima metà del '700, dinamico ed interdipendente: nelle fasi
critiche del mercato del grano i proprietari della aziende masserizie cedevano parte delle proprie terre (più raramente le dismettevano in toto) a contadini con l'impegno ad impiantarvi vite entro tre anni; per converso eventi congiunturali uali crisi demografiche , crollo dei prezzi del vino, o danneggiamento degli impianti a seguito di avversità climatiche riportava invece queste terre all'interno del
dominio della masseria.
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Le linee commerciali toccate dal vino avevano, per la maggior parte, una portata più limitata, e questo sia per il grande consumo interno (tutelato anche da un regime
daziario molto sbilanciato in favore dei produttori locali), sia per la facile deperibilità di un prodotto che, di non eccellente qualità, limitava la possibilità di spostamenti lunghi.
La vite nell'Antichità L'introduzione delle pratiche viticolturali nel Tarantino si deve, probabilmente, ai coloni spartani che fondarono la città greca.
I motivi di un successo Uno dei capisaldi della triade mediterranea, con il grano e l'olivo , la vite ha sin dall'antichità connnotato il paesaggio agrario del Tarantino, divenendo anzi espressione precipua della vocazione mercantile della sua agricoltura.
Il vino ha inoltre sempre avuto un ampio spazio all'interno delle manifestazioni della religiosità , indipendentemente dal contesto culturale: basti pensare al culto di Dioniso in
età antica (nella Taranto magnogreca in particolare) ed al rituale cristiano.
Il vino ha sempre svolto il ruolo di vero e proprio alimento, essendo sempre presente su ogni tavola e garantendo una significativa quota calorica dell'alimentazione quotidiana.
La vite nel paesaggio agrario del tarantino
Il commercio del vino Al pari dell'olio , che inseriva il Tarantino in un circuito
commerciale prestigioso di respiro internazionale, e del grano , creatore di intime relazioni economiche e finanziarie con la capitale Napoli, anche quello vinicolo costituiva, pur con molti distinguo, un'importante voce dell'economia
mercantile jonica.
Solo nel corso dell'ultimo decennio è in corso Vite, vino e società
L'importanza della vite nell'economia locale non poteva, naturalmente, sfuggire alle attenzioni del feudatario.
La bontà del vino prodotto lungo il Galeso e sul colle Aulone era, ancora nei
primi secoli dell'Impero, rinomata; in epoca romana, tuttavia, la viticoltura era profondamente mutata, rientrando all'interno del programma produttivo delle villae rusticae, sorte nel frattempo nel territorio tarantino.
l'importanza della coltura del vigneto nell'architettura del paesaggio agrario del territorio di Taranto dalla preistoria all'età moderna
Il caratteristico paesaggio delle chiusure vineate
interessò così parte consistente del territorio tarantino, sia quello occupato dalla rete dei casali (ad Est della città),
sia il vasto comprensorio paludoso ad Ovest.
Greco: Orti e giardini nel Paesaggio Agrario del Tarantino, in Umanesimo della Pietra Verde 10 (1995) pp.
Iniziava così una pratica, l'impiego del vino pugliese per migliorare le prestazioni delle più celebrate produzioni Centro- e Nord-italiane, se non d'oltralpe, che ha a lungo mortificato l'antichissima cultura locale della vinificazione.
Vite e giardini Il binomio vite-vino, sebbene racchiuda gran parte della storia
della viticoltura tarantina, non lo esaurisce, tuttavia, del tutto.
Cherubini: I prodotti della terra: olio e vino, in Atti delle settime giornate normanno-sveve: Terra e uomini nel Mezzogiorno normanno-svevo, Bari 1987, pp 187-233.
Considerando la sterilità della bevanda, assicurata
dall'alcol, addirittura, alcuni attribuiscono proprio all'introduzione del vino nella dieta quotidiana lo sviluppo della civiltà urbana, altrimenti impedita dalla ricorrenza di epidemie trasmesse dall'acqua.
La vite PAROLE CHIAVE: immagini, rural landscape history, Magna
Grecia, commercio, palmenti, Medioevo, Villa rustica, feudalesimo, trulli,
giardini, casali, vite, vino, paesaggio, storia,Taranto, Puglia, Italia
meridonale, Masserie, Edilizia Rurale SOMMARIO I motivi di un successo.
valutazione: contenuti: paesaggio, Taranto, Medioevo, trulli, palmenti, Edilizia Rurale, casali, immagini, Villa rustica, Masserie, feudalesimo, vino, giardini, vite, commercio, Magna Grecia, storia, rural landscape history
TEXT CACHED
Infine , nella finale dei migliori vini del
mondo fatti con varietà italiane, ha guadagnato tutti i consensi della giuria ,
che gli ha tributato il terzo oro, il più importante, unito al riconoscimento
speciale riservato a pochissimi vini.
SEMINARIO
PERMANENTE LUIGI VERONELLI
I Vini della Terza Età vini per cui ogni comune opinione circa il tempo e la capacità di invecchiare deve arrendersi all’evidenza empirica, vi sono aziende capaci di creare veri e propri monumenti vivi o, per usare un’espressione di Gilles Deleuze, “blocchi di sensazioni” in grado di regalare il meglio di sé a distanza di decine e decine di anni.
161 )
Dolce Equilibrio
di Fabio Rizzari
La moda privilegia vini di pimpante vivacità
fruttata , da bere entro 15 giorni dall'uscita in commercio.
I VINI DI
VERONELLI 2006Antonio Ferrari
era convinto che i vitigni pugliesi , in particolare il primitivo , avessero
bisogno di lunghissimo affinamento per sviluppare note e sfumature uniche ed
inarrivabili.
Sul palato il tannino
si pone in grande evidenza , crea spessore , persino masticabilità e si lega
con la dolce sensazione zuccherina , facendoci smarrire in un 'eleganza che pare
quasi ricordare il timbro evolutivo dei vini di Porto.
Lombardi
24/11/02 Vini di Veronelli 2003 :
Non mi era mai avvenuto prima.
Siamo certi che
il Vostro vino avrà un grande successo e rappresenterà un onore
per tutta la produzione vinicola nazionale.
In controtendenza
, la cantina Antonio Ferrari ( uve prese in Puglia , vinificazione in Piemonte )
ha distribuito negli ultimi anni straordinari rossi dolci delle vendemmie 1959 e
1949.
restituisce dopo tanti anni , è sorprendente ! La tecnica prepara , ancor prima di
imporsi , i suoi futuri tecnici a comprendere e accettare quei vini che verranno
proposti dalle nuove tecnologie.
Fra gli oltre 4000 vini presentati in questa
rassegna, le giurie (composte da esperti degustatori e da gior-nalisti
provenienti da ogni Paese, compresi Daniele Cernilli del Gambero Rosso e Mario
Pavolini)…………Il vino che ha strabiliato le giurie e si è aggiudicato
ben 3 medaglie d’oro e la Menzione di miglior vino fatto con varietà italiane
è stato ancora una volta un Primitivo.
quanti dei vini moderni , oggi , sanno dare e provare anche solo in minima parte le emozioni incise in modo indelebile da questo 49 ?????.
VINI DI VERONELLI 2005
Vengono riproposti nella guida i nostri vini:
Il 49 di Antonio Ferrari
Il Barone 54
Solaria Jonica 1959
La Canestra (vendemmia 1978).
Il 15/08/02 su RAI 2 nella trasmissione Italia2 che
proponeva i formaggi e i vini della Puglia , in chiusura , la presentatrice e
gli intervistati tra i quali il Dott.
I VINI DI VERONELLI: Questo straordinario vino,
prodotto da una cantina piemontese ……, è la testimonianza di una antica
potenzialità enologica che pensavamo scomparsa: il sole, l'alberello, l'alcol e
il tempo, sapientemente dosati, hanno potere esplosivo sui nostri sensi.
Ce primitivo vinifié dans la région ( mais élevé
dans la cave Ferrari , dans le Piémont ) est naturellement doux.
Il Consenso 04/08/05 (anno 19 numero 2 ) -
Seminario permanente di Luigi Veronelli
I vini della terza età ovvero la terza
età dei vini.
relazione sussiste tra
fermentazione e temperatura del luogo dove avviene la vinificazione ? Il fatto
che la fermentazione non sia avvenuta nel luogo della raccolta dell'uva ,
climaticamente più caldo , ma in un luogo distante 1100 Km a nord ,
a Galliate nella nostra cantina , con una temperatura più fredda ( i primi di
ottobre ) , ha contribuito a modificare il risultato oppure il quanto di
modifica ( accelerazione , rallentamento della fermentazione ) può
considerarsi infinitesimale ?
Gianangela
Ferrari
LE GUIDE DE L'ESPRESSO - VINI D'ITALIA 2005 - UNA
SELEZIONE RIGOROSA DEI MIGLIORI VINI E PRODUTTORI ITALIANI
La scheda che dedichiamo alla Ferrari di
Galliate è una delle pochissime eccezioni presenti in questa edizione della
guida.
L’Azienda Valentini di Loreto Aprutino, la Cantina Produttori Terlano, la Casa Vinicola Bruno Giocosa di Neive, la Fattoria Selvapiana di Rufina, le Cantine Antonio Ferrari di Galliate e la Tenuta di Capezzana di Carmignano hanno infatti selezionato alcune preziose bottiglie del proprio vino – è proprio il caso di scriverlo - storico, di una grande annata antecedente il 1980.
In casi come questi è stucchevole
cercare paragoni, ma per rendere l’idea del tipo di carattere di questi vini,
il primo mi ha fatto venire alla mente un Porto Vintage delle migliori
vendemmie, mentre il secondo uno Sherry Palo Cortado frutto di una grande
selezione.
it , che partono da una storia lunga e affascinante : quella di Antonio Ferrari ,
classe 1913 , commerciante di vini in Galliate.
Fondata nel '36 da
Antonio Ferrari , un piemontese con la passione per la Puglia , ha sempre
vinificato a Novara uve primitivo del Tarantino ( da vigne oggi quasi centenarie
).
*****
CORRIERE DELLA SERA
IN GARA CON 4000 VINI - IL PRIMITIVO OTTIENE UN PREMIO
ANCHE A LOS ANGELES
E’ un primitivo il vino italiano più premiato a Los
Angeles JONICA 1959", un vino da dessert……che ha ricevuto
tre medaglie d’oro nella rassegna internazionale Fair" in
California , dove hanno sfilato ben 4000 vini di tutto il mondo.
Scatta quindi la decisione di selezionare
uve di alcune vigne e annate per poterle vinificare in purezza e portare i vini
in Piemonte , nella sua cantina.
Questo miracolo della natura salentina , si è conquistato
l’oro nella batteria dei vini da dessert, successivamente ha sbaragliato tutti
gli altri vini della sua categoria, guadagnandosi un altro oro come
"migliore della classe".
DI VERONELLI 2004
Entrano per la prima volta in guida :
Primitivo 1949 ( 90 punti ) , Solaria n° 5 Il Barone 1954 ( 87 punti )
* Salice Salentino La Canestra
1978 *** Solaria Jonica 1959 °
Sono vini non ordinari , difficilmente
ripetibili ma rappresentativi di una viticoltura e di una enologia premoderna ;
si sono conservati perfettamente e sono in grado di darci emozioni.
Il Barone 54 - Cacao amaro ,
caffè , liquirizia , meno eroico rispetto agli altri vini aziendali ma comunque
sorprendente.
mo Signor Antonio Ferrari,
da circa un mese ho i suoi vini in casa ,
Solaria Jonica 59 e Salice Salentino 78 , e mi sento il dovere di
scriverLe.
Si tratta di una sorta di di una
vasca di un grande Primitivo della vendemmia '59, una delle più calde del
secolo in zona, che esprime un'eleganza e una tale complessa profondità da
farne un fuoriclasse tra i vini da meditazione.
Fondata nel '36 da Antonio Ferrari , un piemontese con la
passione per la Puglia , ha sempre vinificato a Novara uve primitivo del
Tarantino ( da vigne oggi quasi centenarie ).
I vini ,
dolci e potenti come pochi , sono originalissimi , e non solo perché messi in
commercio decine d'anni dopo la vendemmia.
In qualità di direttore del Seminario e curatore della Guida Oro I Vini di Veronelli, illustrerò e guiderò la degustazione di questi vini rari, ognuno con la propria, individuale storia.
Presso
lo stand italiano si è recato numeroso volte il famoso Olivier Poussier,noto
per essere il migliore sommelier del mondo, che ha stimato e fatto degustare a
numerosi visitatori il Solaria Jonica
*****
IL CORRIERE DI NOVARA
Verona - Nel corso del Vinitaly, nel pomeriggio di
domenica, un importante riconoscimento è stato conferito ad un produttore
novarese.
Questa sua certezza , difesa caparbiamente contro tutto e tutti ,
ci permette di assaporare oggi vini di antiche ed eccellenti annate , testimoni
di una viticoltura pre-moderna.
A 87 anni, Antonio Ferrari, è stato
così fra i protagonisti al Vinitaly di Verona: durante una festa organizzata in
suo onore, presente Marco Sabellico del Rosso", il produttore
galliatese è stato premiato con l' alberello d'oro dell'Accademia dei Racemi,
sodalizio culturale che si propone la riscoperta e la valorizzazione degli
antichi vigneti della Puglia.
Ferrari
LE GUIDE DE L'ESPRESSO - VINI D'ITALIA 2006UNA
SELEZIONE RIGOROSA DEI MIGLIORI VINI E PRODUTTORI ITALIANILa
scheda che dedichiamo alla Ferrari di Galliate è una delle pochissime eccezioni
presentati in questa edizione della Guida.
Vi sono poi dei
vini che non sono stati per evolvere in bottiglia ,
ma che si è ritenuto più opportuno lasciar riposare a lungo nelle botti.
Era rimasto per decenni a galleggiare in vasche e , quando è
uscito , ha stupito tutti : un Malaga al primo impatto , ma meno bruciato e
torrefatto , più fruttato , quindi con un bouquet che richiama , come accade in
queste tipologie di vini , di tutto e di più : dalla frutta secca alle prugne
californiane rinvigorite da sensazioni green , per arrivare alla carruba e ai
datteri.
Mio padre ha
resistito al condizionamento della moda dei vini in barrique , provava
disagio per quelle
ditate di sapore di legno tostato , di paglia , più o meno invadenti a seconda delle abilità
tecniche degli operatori.
I vini , dolci e potenti come pochi , sono
originalissimi , e non solo perché messi in commercio decine d'anni dopo la
vendemmia.
Recensioni
valutazione: contenuti: vini tarantino
TEXT CACHED
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Turismo Puglia - Più Turismo Più Sviluppo - PugliaTouring.it
Il riconoscimento - informa una nota dellAssindustria di Taranto - è stato assegnato allazienda tarantina (unica pugliese ad averla ottenuta questanno) per il suo vino chiamato «Schiaccianoci», originale negroamaro del Salento Igt (Indicazione geografica tipica), un prodotto caratterizzato da un buon livello di acidità e da una marcata componente polifenolica.
Più Turismo Più Sviluppo - PugliaTouring.it
A 50 tipi di vino è stata assegnata la medaglia doro, fra cui per lappunto lo «Schiaccianoci».
valutazione: contenuti: Notizie, Risorse turistiche, Turismo Francia, banca dati, Formazione, Tour organizer, News, Puglia, Turismo Estero, Trasporti, Tour operator, Italia, Itinerari, Visite Guidate, Touring, Itinerari turistici, Turismo Germania, Turismo Svizzera, Turismo
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