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VINO DELLA CALABRIA

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VINO ARGHILLÀ











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Vintripodi Calabria
Il Greco di Bianco DOC 2003 Vincitore del primo premio a Wine America nel 1992, il nostro Greco di Bianco è un nettare raro e ricercato; prodotto da solo uva Greco di Bianco è uno dei pochi vini passiti naturali nel mondo.
Il Pellaro Igt 2001 Uno dei più rinomati vini rossi della viticoltura calabrese, dal profumo intenso e fruttato e palato fine ed elegante.

*scelto da Paolo Massobrio e Marco Gatti del Club di Papillon tra i "Top Hundred" vini d'Italia.
L'Arghillà Igt 2000 Da pianori a nord di Reggio Calabria nasce l'Arghillà, il vino scelto dai reggini per accompagnare i tipici piatti locali a base di agnello e capretto.



valutazione:
contenuti: vino arghillà




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top COME BERE IL VINO La piccola minoranza di vini che richiede un lungo periodo di riposo in bottiglia dovrebbe essere mantenuta al buio, in bottiglie disposte orizzontalmente, in un ambiente fresco (da 10 a 14 °C), umido (80% di umidità relativa) e privo di vibrazioni.
top Aspetti nutrizionali In Calabria sono prodotti circa 1 milione di ettolitri di vino all'anno ed il 4% di questo deriva dalle zone a Denominazione di Origine Controllata.
I minerali del vino, cioè gli anioni e i cationi, conferiscono freschezza e sapore, oltre a costituirne anche le ceneri.
Nel vino sono inoltre presenti zuccheri , in particolare il glucosio e il fruttosio, in percentuali pressoché uguali, con una prevalenza minima del fruttosio; essi servono a equilibrare possibili tracce di amaro lasciato da altre sostanze e a conferire al vino gusto più o meno dolce.
nell'antica Mesopotamia, mentre un'anfora contenente tracce di vino trovata in Iran è stata datata intorno al 3500 a.
Fra il XII e il XVI secolo, tuttavia, la produzione di vino tornò nuovamente a diffondersi e per tutto questo periodo il vino fu il principale prodotto da esportazione della Francia.
top GRADAZIONE ALCOLICA La quantità di etanolo presente nel vino si definisce con una percentuale che prende il nome di gradazione alcolica.

Per quanto riguarda l'inizio della viticoltura in Francia, vi sono due ipotesi contrastanti: le testimonianze attualmente disponibili suggeriscono che i coloni greci di Massalia (l'attuale Marsiglia) vi importarono il vino; alcuni studiosi credono, invece, che, già prima dell'arrivo dei greci, i celti avessero iniziato la viticoltura, sebbene a suffragare questa ipotesi esistano come prova solamente semi di vite selvatica.
Vino
Per questo, quando il vino rosso e corposo lo richiede espressamente, viene cioè versato in un apposito contenitore (decanter) a ossigenare per offrire, al momento del consumo, il suo migliore profumo.
La persistenza del sapore del vino è un importante fattore di cui tenere conto nella degustazione.
Tra quelli a Denominazione di Origine Controllata primeggia senz'altro il Cirò, un vino antico che sembra fosse offerto come premio ai vincitori delle Olimpiadi e che prende il nome dalla terra ove sorgeva un tempio dedicato a Bacco.
Ogni vino è caratterizzato da una particolare gradazione alcolica; nel caso dei vini DOC, in particolare, questa è stabilita dai singoli produttori.
I migliori bicchieri da vino sono di vetro sottile, non lavorato, e dovrebbero sempre essere riempiti al massimo per metà per permettere di apprezzare l'aroma sprigionato dal vino.
Tra questi, il più importante è l'alcol etilico che si forma nel corso della fermentazione del mosto; l'alcol etilico permette al vino di conservarsi nel tempo, anche per diversi anni.
Durante il XVII secolo si sviluppò la produzione di bottiglie e ritornò in auge l'uso del tappo di sughero (dimenticato dal tempo dei romani) che rese possibile una migliore conservazione del vino.
Il vino da luogo ad una importante industria che si sta sviluppando: le aziende calabresi cercano di essere sempre più competitive sui mercati esteri.
Con la fermentazione malolattica, che non sempre si verifica, l'acido malico viene trasformato in acido lattico; il vino assume allora sapore più garbato e si ammorbidisce.
Il vino calabrese è un prodotto di alta qualità ed è certamente uno dei punti evocativi della dieta mediterranea.
In generale, più leggero è il vino (sia bianco che rosso), più bassa è la temperatura a cui deve essere servito; i vini bianchi come pure i rossi potenti e ricchi di tannini dovrebbero essere serviti alla temperatura più alta.
Dopo la caduta dell'impero romano e la dominazione di popolazioni germaniche, nei territori precedentemente occupati dai romani la produzione di vino diminuì.
Se la loro concentrazione è molto elevata, conferiscono al vino gusto astringente, sensazione simile a quella che provoca la frutta acerba.
In epoca romana la Gallia divenne una fonte talmente importante di vino che si promulgarono leggi per tutelare i produttori italici.
L'acido succinico si sviluppa durante la fermentazione del mosto e fornisce al vino gusto particolare, amaro e salato.
Alcuni di questi provengono direttamente dall'uva e si mantengono anche nel vino (componenti diretti); altri sono sostanze con una struttura che cambia durante il processo fermentativo (componenti indiretti).
In seguito la cultura del vino ha raggiunto l'Europa tramite l'Egitto, la Grecia e la Spagna.
La glicerina, o glicerolo, deriva direttamente dalla fermentazione alcolica e aumenta con l'aumentare del grado di maturazione delle uve sino a raggiungere i livelli più elevati in caso di grappoli appassiti; essa comunica al vino gusto vellutato, morbido e armonico.
13 vini: Arghillà, Calabria, Condoleo, Costa Viola, Esaro, Lipuda, Locride, Palizzi, Pellaro, Scilla, Val d’Amato, Val di Neto, Valle del Crati.
È molto resistente ai batteri e diminuisce quando la temperatura del vino si abbassa; il gusto acerbo e fresco proprio dei rossi di pochi mesi è dato dalla presenza di questo acido.
La percentuale di etanolo (gradazione alcolica) del vino varia a seconda del metodo di coltivazione, del grado di maturazione delle uve, del vitigno utilizzato, del metodo di vinificazione e delle modalità di permanenza in tini o bottiglie.
Tra i componenti diretti del vino vi sono anche le sostanze fenoliche, che a tale bevanda conferiscono colore e gusto.
top COMPONENTI DIRETTI DEL VINO Si definiscono componenti diretti del vino le sostanze che si trovano nelle uve.
Un tipo di vite, la Vitis vinifera, produce la quasi totalità del vino che si beve nel mondo ai nostri giorni.
top COMPONENTI INDIRETTI DEL VINO   Sono detti componenti indiretti del vino le sostanze che si ritrovano solo nel vino e non nelle uve.
Durante la prima metà del XX secolo la coltivazione della vite e la produzione di vino subirono un crollo, a causa dei conflitti politici e delle guerre, contrassegnato anche da problemi di adulterazioni, frodi e sovrapproduzione.
Il vino è probabilmente il prodotto agricolo più elaborato; le sue proprietà organolettiche (odore, sapore, colore) dipendono da molteplici fattori, quali le caratteristiche del terreno, le condizioni climatiche, le varietà dei vitigni e le pratiche di vinificazione, il cui studio è oggetto dell'enologia.
L’attuale legislazione La decisione presa nel 2002 dalla Commissione europea di permettere la sperimentazione di vitigni di origine transgenica ha suscitato vivaci polemiche da parte dei produttori di vino e degli ambientalisti.
Divenne, in alcuni casi, un'attività riservata ai monasteri, in quanto il vino era considerato indispensabile per la celebrazione eucaristica.
I greci portarono le proprie viti e iniziarono la produzione del vino nelle loro colonie nel Sud dell'Italia; i romani, poi, praticarono la viticoltura durante tutta la durata dell'impero.



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Da pianori a nord di Reggio Calabria nasce l'Arghillà, il vino scelto dai reggini per accompagnare i tipici piatti locali a base di agnello e capretto.

Uno dei più rinomati vini rossi della viticoltura calabrese, dal profumo intenso e fruttato e palato fine ed elegante.



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Attualmente il vino greco è commercializzato prevalentemente a livello provinciale e da singoli produttori.
Nel 1966 la produzione del greco ha raggiunto un livello bassissimo per cui fu fondata a Bianco una cooperativa agricola, con l'intento di valorizzare e standardizzare la produzione di tale vino, obiettivo raggiunto nel 1980, quando il vino ha avuto il riconoscimento del marchio DOC.

Presenta: un colore rubino più o meno intenso; un odore vinoso accentuato; di sapore asciutto, corposo, generoso.
Il tipo rosso viene prodotto da uve gaglioppo, trebbiano e greco: si presenta con un colore  rosso rubino; di odore gradevole, delicato, vinoso; con un sapore secco, corposo, vellutato e con una gradazione alcoolica attorno ai 12/13 gradi.
Pregevolissimo, frutto di una particolare e delicata tecnologia di vinificazione e, pertanto, un ottimo vino ad alta gradazione alcolica (17-18 gradi), dal colore giallo oro con riflessi ambrati, profumo finissimo, sapore tendente al liquoroso, di odore alcolico, etereo, caratteristico, e di sapore morbido, caldo, con caratteristico retrogusto perfettamente armonico, pieno, di ottima struttura.
Il nome deriva dal greco Mantonikos  vocabolo formato da Mantis-eos che significa indovino, profeta.
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Il suo tenore alcoolico, sui 18 gradi, lo rende, con l'invecchiamento, un ottimo vino da dessert.
Il procedimento di trasformazione delle uve in vino è analogo al Greco di Bianco: anche se il Mantonico ha un colore leggermente più scuro del Greco, un aroma meno marcato e una gradazione che oscilla tra i 15° e i 17° alcolici.
Il mantonico Un'altra, uva simile a quella greca, dà origine, invece, ad un altro vino bianco liquoroso leggermente più scuro del greco, Mantonico; si tratta, sempre, di vini passiti dotati di fine caratteristiche organolettiche.
Il Greco di Bianco Tra le tante uve calabresi, ve ne è una gialla delicatissima, chiamata uva greca che dà origine ad un nettare bianco liquoroso, il Greco di Bianco, un altra, quasi simile, da cui si produce il vino chiamato Mantonico; si tratta di vini passiti dotati di eccezionali finezze organolettiche.
Il tipo rosato presenta: un colore rosè più o meno intenso, un odore delicato e vinoso; un sapore secco, fresco, sano e gradevole.
E' un tipico vino passito da dessert o da accompagnare a formaggi piccanti a pasta dura.
Sembra, infatti, che tale vino venisse utilizzato dai sacerdoti dell'antica Locri Epizephiri e dagli indovini.
Oggi nasce su una stretta fascia costiera affacciata allo Jonio, da una vite aristocratica e preziosa, avida di cure, avara di frutti, tanto che da una pianta si ottiene appena mezzo litro di vino.
tipo bianco viene prodotto da vite greco bianco a trebbiano e presenta: un colore paglierino di intensità variabile; un odore gradevole vinoso; un sapore secco, armonico, vivacemente delicato.



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