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TEXT CACHED
STATI UNITI D'AMERICA
A fine secolo nel Nord
America vi era un fortissimo protezionismo e un certo
proibizionismo, come testimoniano alcuni editti che comminavano severe
pene a chi offriva o accettava da bere, e comunque l'uso del
vino era ancora molto limitato e, a causa
degli elevatissimi dazi, ristretto alle classi più agiate.
Bardolino stato definito
"ridente occhio del lago"[11]: definizione meritata considerando l'aperta
posizione del paese lungo la sponda veronese del Garda.
Oggi la Svizzera l'unico paese in
cui l'azienda esporta vino sfuso a causa degli altissimi dazi su quello
imbottigliato.
I reperti archeologici provano inoltre
che le popolazioni pre-romane conoscevano la vite e ne sfruttavano il prodotto
trasformandolo in vino.
Le esportazioni di vino
furono decisamente maggiori nei confronti di questa monarchia,
rispetto a quelle verso la Germania : circa 25000 ettolitri in botti annui
attorno al 1875 e 32000 bottiglie annue.
Esistono vari tipi di vinificazione,
corrispondenti ai diversi tipi di vino ed alle diverse attrezzature
utilizzate.
[83]
La vera sfida che
l'Italia deve sostenere infatti contro i nuovi
Stati esportatori, presenti soprattutto nel Nuovo Mondo:
Cile, Argentina, Australia, Usa e Sud America, che negli ultimi
anni sono diventati forti produttori di vino e si presentano sul
mercato internazionale con un rapporto qualità-prezzo
assai vantaggioso spesso spiazzante per i prodotti italiani.
Attualmente il comune di Bardolino
è il maggior produttore del vino omonimo con un totale d'uve che,
nel 1974.
[67]
La cantina Zeni utilizza
dagli anni Settanta circa le pigiatrici meccaniche, ma conserva
tuttora, in un piccolo Museo del Vino ad essa annesso, una rarissima
pigiatrice in legno del 1300, che veniva azionata manualmente.
Si trovano a tal proposito documenti[73]
nei quali si lamentava la disonestà degli addetti alle
ferrovie, che rubavano i carichi di uva e vino; inoltre le tariffe
dei mezzi di trasporto erano esorbitanti.
Titolo: Un'azienda vinicola di Bardolino tra '800 e '900
Il
Lago di Garda
Bardolino
Economia
della zona
Il
quadro economico generale tra ‘800 e ‘900
La
viticoltura
Testimonianze
I
consorzi di tutela
Il
consorzio di tutela del vino Bardolino
La
denominazione d’origine dei vini
Normativa
La
vinificazione
Esportazioni
Esportazioni
oggi
Le
esportazioni italiane
Bibliografia
Note
Per segnalazioni: Flavio
Filini.
Il consumo di vino aumentato grazie
anche all'occidentalizzazione del modo di vivere, e al boom delle
vacanze all'estero.
Dagli anni Cinquanta all'inizio
degli anni Ottanta la produzione di vino italiano continuamente, arrivando a 86 milioni di ettolitri, grazie
al notevole miglioramento delle condizioni di vita, con
un diffuso aumento del reddito.
Negli ultimi anni si assistito ad
un calo nel consumo di vino da parte degli stessi paesi produttori,
dovuto al cambio delle abitudini, come l'introduzione del
lavoro continuato, inoltre i giovani preferiscono altre bevande, e
le frequenti campagne antialcol non sono accompagnate da norme educative.
Nonostante ci il
vino italiano riusciva comunque a vendere molto
all'estero, la maggior parte dei vini esteri
- francesi, spagnoli e tedeschi - erano prodotti utilizzando
quelli italiani come vini da taglio.
Nel 1857 la produzione era sensibilmente
calata e si dovette ricorrere all'importazione dei vini per i bisogni locali
e si pensò di "comporre bevande alcoliche le quali potessero per
qualche guisa tener luogo al vino mancante".
indice
LA
VINIFICAZIONE
Con il termine vinificazione si
intende l'insieme delle operazioni necessarie per trasformare le
uve e il loro succo in vino.
Infatti nel periodo di villeggiatura,
i turisti arrivano a quadruplicare la popolazione di Bardolino.
Tutto ciò che differenzia
alla vista e al palato il vino rosso da quello bianco la conseguenza
della macerazione.
Per soddisfare la crescente domanda,
i commercianti veronesi introdussero imponenti quantitativi
di vini di altre regioni italiane, a prezzi ben più
convenienti, per trasformarli e rivenderli poi con il nome
di "Bardolino", "Valpolicella", "Soave", ecc.
[53]
Questi organismi esistevano in Italia
già prima della legge 930/63, in cui si legge che "il Ministero
dell'Agricoltura e delle Foreste può affidare al Consorzio volontario
per la tutela di un vino a denominazione di origine controllata o controllata
e garantita, l'incarico di vigilare sull'osservanza delle disposizioni
di cui alla legge medesima e ai disciplinari di produzione, con facoltà
di costituirsi parte civile nei relativi procedimenti penali".
Si fecero inoltre più consistenti
gli investimenti di capitale nella produzione e nell'immagazzinamento del
vino, mentre diminuirono gli investimenti a vite in pianura e si intensificarono
le colture nelle zone collinari, con enorme vantaggio per la qualità
dei vini.
[14]
La zona di produzione del "Bardolino"
comprende gran parte del territorio dei Comuni di Bardolino, Garda, Lazise,
Affi, Costermano, Cavaion, Torri del Benaco, Caprino, Rivoli, Pastrengo,
Bussolengo, Sona, Sommacampagna, Castelnuovo, Peschiera e Valeggio.
e il vino: attualità
e storia
Estratto della tesi di laurea.
Iniziarono ad essere utilizzati i
trattamenti chimici di difesa e l'uso generalizzato dell'innesto con la
vite americana, immune alla filossera, con cui si riuscì a mantenere
pressochè inalterata la qualità del vino.
Gli associati detentori del vino devono
obbligatoriamente richiedere il prelevamento preventivo per poter commercializzare
il loro vino Bardolino.
[29]
Nei primi anni dell'attuale secolo,
la viticoltura del territorio gardesano non era ancora stata colpita dalla
fillossera; la zona di Bardolino ne fu colpita nel 1911.
[85]
Negli anni Novanta le importazioni
di vino italiano sono calate a causa di una crisi economica
e soprattutto a causa di una politica discriminatoria verso
i vini esteri, con tasse indirette sulle importazione.
La vinaccia sgrondata viene
estratta dalla vasca e torchiata in modo da estrarre tutto il vino
che essa contiene.
[12]
Da borgata, sia pur importante, di
agricoltori e pescatori, dagli anni Cinquanta Bardolino divenuto
una rinomata stazione turistica ed uno dei più frequentati centri
balneari della riviera.
Il sistema di pigiatura influenza
la vinificazione e la qualità del vino ottenuto, a seconda
dell'aspetto assunto dall'uva durante questo processo.
Veron@ quotidiano - Bardolino
Dopo i molti reclami ricevuti,
anche da parte del GATT, ora non esistono più tasse all'importazione,
ma necessario un certificato d'origine e un certificato di analisi
a causa dello scandalo del metanolo, provocato nel 1992 da
tracce di MITC, un insetticida usato durante la fase di fermentazione,
nel vino italiano, trovate dagli Stati Uniti, che indissero una campagna
contro l'Italia.
[56]
Il Consorzio di tutela vino Bardolino
si costituito per volontà dei produttori il 23-12-1969,
a seguito del riconoscimento della denominazione di origine controllata
del vino Bardolino con D.
Negli anni Novanta c'è uno
stallo del mercato sia domestico che estero, con un calo di quasi
un terzo rispetto agli anni Settanta, a causa dell'affermarsi del
vino del Nuovo Mondo che meno costoso.
La denominazione "Bardolino classico",
invece, riservata esclusivamente al vino prodotto nella zona più
antica, corrispondente al territorio compreso fra i Comuni di Bardolino,
Lazise, Garda, Affi, Costermano e Cavaion.
Ha poi avuto l'incarico da parte
del Ministero dell'Agricoltura e Foreste il 21-01-1980, di far rispettare
gli adempimenti di controllo sulle uve e sul vino Bardolino.
mercato del vino in Canada regolato
da dieci monopoli autonomi, che dettano le regole per l'importazione
e la maggior parte di essi applicano politiche discriminatorie contro
i produttori esteri, nonostante gli accordi GATT fino agli
anni Novanta il consumo di vino cresciuto molto,
e molto più che in USA, dopo c'è stato un forte
calo, dovuto all'affacciarsi sul mercato dei nuovi paesi produttori.
Secondo la Convenzione di Lisbona
del 1958 la denominazione d'origine controllata la designazione
geografica di un posto d'origine, che dipinge il carattere del vino, molto
legata all'origine e a vari fattori.
Per comprendere quale grande importanza
rivestisse il vino nell'economia veronese, basti pensare che nel 1903 funzionava
a Verona una Borsa vinicola, che aveva lo scopo di facilitare il commercio
dei vini.
La Comunità europea,
comunque, resta il più grande produttore ed esportatore mondiale
di vino : nel 1988 produceva il 70% della produzione mondiale, con 209
milioni di litri.
Ovunque sono state rinvenute moltissime
testimonianze enoiche databili con l'età romana, come innumerevoli
sono le pagine di letteratura dedicate al vino nel corso dei tempi; inoltre
sotto il selciato di Verona si continuano ancora oggi a trovare "cauponae"
e "tabernae", le antiche osterie romane.
La fermentazione lo
stadio più importante per quanto riguarda la qualità
finale del vino, infatti a seconda del metodo di
fermentazione utilizzato otteniamo vini diversi.
Rappresentano la volontà di
tutti gli operatori che vi aderiscono, di imporsi una autodisciplina tesa
a conseguire miglioramenti qualitativi del vino oggetto della difesa consortile,
promuovendone l'espansione commerciale e tutelandone il nome contro un
uso indebito e nocivo.
DI TUTELA DEL VINO BARDOLINO
Il 3 aprile 1926 venne costituito il
primo Consorzio di difesa per il vino tipico Bardolino.
[82]
indice
LE
ESPORTAZIONI ITALIANE
Negli anni Sessanta le esportazioni
italiane di vino fluttuavano tra i 200 e i 300 milioni di litri.
La zona di produzione di un vino
IGT deve comprendere un ampio territorio viticolo che presenti uniformità
ambientale e conferisca caratteristiche omogenee al vino stesso,
e per il quale sussista un interesse collettivo al riconoscimento
del vino in esso prodotto.
Negli anni Ottanta a causa della
contrazione del mercato USA, che ha sempre rappresentato uno dei
maggiori consumatori del vino italiano, col 30% delle
esportazioni, soprattutto a causa dello scandalo del
metanolo, le esportazioni verso gli USA vengono quasi dimezzate.
[81]
I paesi non produttori, come la Germania,
importano vino non imbottigliato a prezzo minore e lo esportano imbottigliato,
ricavandone un valore aggiuntivo rispetto ai paesi
produttori, poichè non devono subire spese
di produzione, ma solo quelle di imbottigliamento.
La produzione annuale si aggira sui
4 milioni di quintali, per un potenziale vinicolo di circa 3 milioni di
ettolitri, di cui quasi la metà a denominazione di origine controllata,
che nella provincia di Verona sono
- Bardolino.
Per soddisfare la crescente domanda,
i commercianti veronesi introdussero imponenti quantitativi di vini
di altre regioni italiane, a prezzi ben più convenienti, per
trasformarli e rivenderli poi con il nome di "Bardolino", "Valpolicella",
"Soave", ecc.
Questo veramente un
problema per la zona di Bardolino in cui vi una forte richiesta di
impianti viticoli, in parallelo con la crescente richiesta
del vino Bardolino nelle sue varie tipologie.
La viticoltura di questa zona ha
preso l'indirizzo di una produzione di pregio altamente qualificata, rappresentata
ottimamente dal vino che prende il nome da questo paese.
)
quando certamente vi era produzione vinicola : l'odierno "Valpolicella"
viene identificato con il vino "Retico", esaltato dagli scrittori latini
e tanto apprezzato sulle mense imperiali.
[62]
Nei disciplinari di produzione sono
stabilite : la denominazione di origine del vino, la
delimitazione della zona di produzione delle uve, le condizioni di
produzione, la resa massima dell'uva in mosto o vino, le caratteristiche
fisico-chimiche ed organolettiche che deve
presentare il vino, nonchè la gradazione alcoolica minima naturale.
[15]
La popolazione residente di Bardolino
non ha mai subito rilevanti modifiche, mantenendo un livello di crescita
pressochè costante :.
[60]
La denominazione d'origine "controllata"
è invece riservata ai vini che corrispondono a condizioni
e requisiti stabiliti, per ciascun vino, dai relativi disciplinari
di produzione.
Per esempio, il vino rosso ottenuto
dalla fermentazione in presenza di vinacce, cioè le
sostanze del succo, e anche quelle che si trovano nelle parti
solide.
[54]
Nella provincia di Verona, nonostante
esistano una decina di vini a denominazione controllata, "Lugana", " Valdadige
Bianco", "Valdadige Rosso", "Valdadige Pinot Grigio", "Valdadige Schiava",
"Lessini-Durello", "Bardolino", "Soave", "Valpolicella" e "Bianco di Custoza",
solo per questi ultimi quattro sono stati creati i Consorzi.
[10]
indice
BARDOLINO
Bardolino si trova sulla sponda orientale
del lago di Garda, più comunemente detta sponda veronese.
Questi controlli hanno effettivamente
portato ad un miglioramento qualitativo del vino Bardolino DOC commercializzato.
Alla fine del secolo scorso, periodo
nel quale l'azienda in esame inizi la sua attività, cominciava
già a diventare diffusa l'esportazione di vino.
Questa una delle operazioni
che migliorano la qualità del vino, rendendone il sapore
meno acido, per la quale la Cantina F.
[13]
Bardolino conserva la tipologia di
un centro agricolo, benchè‚ dopo la seconda guerra mondiale, il
turismo rappresenti la principale fonte di ricchezza per la sua popolazione.
900 in media
indice
ESPORTAZIONI
OGGI
Arrivando ai nostri
giorni, si può affermare che l'esportazione
mondiale di vino concentrata nelle mani dei paesi
facenti parte del G7, assieme a Svizzera, Olanda,
Belgio, Danimarca e Svezia; mentre i maggiori importatori
sono USA, Germania e Regno Unito, ma solo in termini di valuta,
ma non in termini di volume, infatti la gran parte delle vendite
è diretta in Europa.
Prodotti caratteristici sono l'olio
e soprattutto il vino, le cui produzioni hanno ormai soppiantato tutte
le altre colture.
DEL SUD E CENTRALE
Anche questi stati erano dei grandi
importatori di vino italiano, soprattutto l'Argentina, come dimostrano
questi dati :[80]
VINO IN BOTTIGLIE
1870-1874
142.
L'attività di questo Consorzio,
basata su un lacunoso decreto legge del 1924, fu alquanto limitata, poiché
questa norma non rendeva obbligatoria l'appartenenza dei produttori al
Consorzio e non stabiliva alcuna sanzione per coloro che incorressero in
abusi nei riguardi del vino tutelato.
Ad esempio, nel 1871 nel Salernitano
vi erano disponibili 60000 ettolitri di vino, che si sarebbero
venduti al prezzo di 5 lire l'ettolitro; dopo qualche
anno, con l'apertura della ferrovia che unisce Salerno a Napoli,
il prezzo salì a lire 20 l'ettolitro, poi a 25 e oltre.
anni Settanta gli
Stati Uniti d'America erano considerati una specie
di nuovo Eldorado per il settore vinicolo, mentre nella prima
metà degli anni Ottanta, a causa soprattutto del sopracitato
scandalo del metanolo,
Si creò un clima di
neoproibizionismo, che, assieme al calo dei prezzi del
vino americano e il dollaro non più solido come
in precedenza, ma vacillante, produsse un forte calo
nella domanda di vino italiano.
Negli anni Settanta il volume delle
vendite di vino in questo paese era pari a zero,
mentre durante gli anni Novanta diventato pari a 100
milioni di litri, e si punta sul potenziale di crescita a lungo
termine.
[70]
3 - Successivamente abbiamo la cosiddetta
separazione del vino, che consiste nel travasare il vino dalla vasca
di fermentazione in un altro recipiente dove si rifinirà e
dove verrà conservato.
La Comunità Europea
lascia gli stati liberi di regolare questa materia entro il
marchio VQPRD ( vino di qualità prodotto in regione limitate).
L'uso del metanolo nella fermentazione
del vino non pratica diffusa, ma in quel periodo il Ministero
delle Finanze italiano aveva fissato nuove tasse sull'alcool
etilico maggiori di quelle fissate sull'alcool metilico.
Infatti l'origine del vino "Bardolino"
riguarda la posizione geografica della zona produttiva, facente capo, appunto,
al Comune di Bardolino.
Era un'attività tutt'altro
che facile, a causa dei carenti mezzi di trasporto e
degli onerosi dazi imposti dai Paesi europei nei confronti
dell’esportazione del vino italiano.
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