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Il viaggio alla scoperta dei sapori e della cucina di Capri, iniziato qualche giorno prima sotto la veranda del ristorante Il Verginiello davanti a un altro piatto tipico dell'isola, i totani con patate, si chiude qui.
Ma è stato forse Axel Munthe, svedese, clinico di valore (fu tra l'altro medico personale dei reali di Svezia oltre che amico di re Gustavo), il più efficace cantore di Capri.
"La nostra cooperativa vitivinicola è nata per sfruttare le economie di scala e poter concentrare gli investimenti necessari all'innalzamento qualitativo previsto anche dal disciplinare DOC" ci spiega Giovanni Colavecchia, responsabile commerciale de La Caprense, azienda che produce due vini bianchi e due rossi per un totale di oltre 30 mila bottiglie l'anno.
Nell'ambito delle manifestazioni che l'Azienda Autonoma di Capri organizza nel corso dell'anno, c'è spazio per eventi legati ai prodotti tipici e alla cucina del territorio?.
"In alta stagione ne faccio anche più di mille al giorno" e intanto ci presenta le altre specialità della casa, i famosi Caprilù al limone, i Mandorlati, i Nocciolati.
Certo, Capri deve molto anche alle guide e ai grandi libri di fotografia, stampati in tutte le lingue, che l'hanno immortalata nei riflessi cerulei della Grotta Azzurra, nella solitaria e imponente staticità dei Faraglioni, nel suggestivo isolamento dei ruderi di Villa Jovis, antica residenza dell'imperatore Tiberio o, ancora, nell'impressionante vista dal Monte Solaro, un tuffo sul mare di 589 metri.
Non tutti i ristoranti capresi puntano sui piatti tipici come credo dovrebbero; le pietanze e i vini di Ca.
Naturalmente la torta caprese, le delizie e i bignè al limone, i caprilù (pasta di mandorle con limone), poi i vari liquori (il limoncello, il finocchietto, il laurino) e ancora i vini, bianchi e rossi DOC delle due aziende capresi, la Vinicola Tiberio dei Fratelli Brunetti e la Caprense.
Alla vinificazione familiare e a quella dei ristoranti che spesso propongono un piacevole vino fresco 'della casa' si affianca una produzione commerciale che punta sempre più sulla qualità.
In primo luogo le "Degustazioni letterarie", presentazione dei vini capresi abbinati ad assaggi di pro~ dotti tipici locali, con musica classica e poesie.
La programmazione dell'Azienda Autonoma di Soggiorno e Turismo di Capri dà molto spazio all'interazione tra cultura e tradizione enogastronomica, ritenendo che la cultura di un territorio passi anche attraverso il suo modo di alimentarsi.
La bottiglia è numerata (863/1200): si tratta del prodotto di punta dell'Antico Convento San Michele, della Vinicola Tiberio dei Fratelli Brunetti.
Chissà, mi chiedo, che a qualcuno non venga in mente un domani di produrre e di mettere in vendita un buon "Olio Extravergine di Capri"?.
Spiega Vivica che "la scelta di registrare il marchio Limoncello di Capri, di richiedere e ottenere la certificazione del proprio sistema di qualità a norma UNI EN ISO 9002 e la certificazione di produttore di agricoltura biologica, oltre all'iscrizione all'albo produttori di Limone di Sorrento e Capri IGP e a quello dei trasformatori IGP è stata costosa, ma ci consente oggi di poterci proporre sul mercato nazionale e internazionale come rappresentanti certificati di una grande produzione tipica".
Dire Capri oggi nel mondo è quasi come evocare una magica griffe internazionale, una piccola grande isola del desiderio turistico che accoglie ogni anno due milioni di visitatori e dove tanti sognano di approdare.
Qui si trova il vero Limoncello di Capri IGP (l'unico dell'isola fatto esclusivamente con il Limone di Sorrento e Capri a Indicazione Geografica Protetta, e come tale commercializzato) e qui conosciamo appunto Vivica Canale, una signora dallo sguardo vivo, intelligente, che ci illustra con vera passione tutti i prodotti dell'azienda: dal Limoncello stesso al Laurus (liquore a base di alloro), dal Finocchietto Selvatico (fatto con i semi di finocchietto) all'Arancetto e al Mandarinetto (scorze d'arancia e di mandarino in infusione), dalla Crema di Limone per i palati più delicati al Limen, un doppio distillato di buccia di limone che raggiunge i 42° e che si apprezza meglio a temperatura ambiente.
A.A.C.S.T. Isola di Capri - Press Room
Un piatto semplice, tricolore la mozzarella bianca, il pomodoro rosso, il basilico verde che, con l'aggiunta di un buon olio extravergine e di una spolverata di origano è uno dei simboli stessi della cucina mediterranea: targata Capri, Italia.
Portate di pesce fresco, ma anche pizze e fritture si susseguono accompagnate da bevande e vini serviti rigorosamente nel secchiello con il ghiaccio.
L'Azienda Autonoma Cura soggiorno e Turismo Isola li Capri ha un ruolo fondamentale nella promozione dell'Isola Azzurra, fiore all'occhiello non solo della Regione Campania ma dell'immagine turistica internazionale del nostro Paese.
"Capri Bianco' si legge ancora sull'etichetta, prodotto da Hermann Moll (forse un viticoltore tedesco?) ad Anacapri.
Antico Convento San Michele Capri DOC Piedirosso: uve Piedirosso, gradi 12,5, invecchiamento di 1012 mesi in barrique e affinamento di 6 mesi in bottiglia.
Pochi giorni sull'isola sono invece sufficienti per scoprire un'altra Capri, quella che si fa apprezzare per le splendide passeggiate che ti portano in ogni punto dell'isola partendo dal centro di Capri o di Anacapri.
"Il Bordo" 2003 Capri DOC Bianco: uve Falanghina, Greco e Biancolella, gradi 12, affinamento di 6 mesi in acciaio.
Poi una serie di scambi enogastronomici ed artistici con diversi paesi del mondo, a partire dall'Argentina dove, insieme alla mostra "L'isola dipinta", saranno organizzati appuntamenti enogastronomici atti a promuovere i prodotti tipici, la cucina e l'arte di Capri.
Ventroso 2000 Caprirosso: uve Piedirosso, gradi 12,5, invecchiamento in barrique per 14 mesi, poi almeno 6 mesi in bottiglia prima di essere commercializzato.
Capri DOC Blu 2003 Bianco: uve Falanghina, Greco e Biancolella, gradi 12, affinamento di 90 giorni in bottiglia.
Ma quanto conta, nella promozione di Capri, il valore aggiunto del prodotto tipico e della cucina più autentica, dal limoncello alla torta caprese, dai vini DOC al pesce fresco? Lo abbiamo chiesto ad Alessandra Lonardo Mastella, dal mese di aprile Amministratore dell'Azienda con compiti relativi alla gestione finanziaria, tecnica e amministrativa, che si è gentilmente prestata alle nostre domande.
"Sono circa 20 i soci della cooperativa continua Colavecchia e i vigneti sono concentrati soprattutto nella zona di Marina Grande, villa di Tiberio e Anacapri".
I più allenati ci arrivano percorrendo la scala fenicia, sino a un secolo fa l'unico collegamento tra Capri e Anacapri.
Infine l'Azienda Autonoma di Capri ha partecipato alla borsa internazionale del turismo enogastronomico che si è svolta a Riva del Garda, presentando i prodotti tipici dell'Isola e riscuotendo un notevole successo.
Sull'isola, del resto, il vino si è sempre prodotto sia nel versante di Anacapri, che offre spazi più ampi alla coltivazione dei vigneti, sia nel territorio comunale di Capri.
È lui a a condurmi nella cantina ricavata da un'antica cisterna per la raccolta dell'acqua e a propormi, in abbinamento ad un'eccellente portata di carne, un Capri DOC Piedirosso, un monocultivar dal bel colore rosso rubino e dal gusto armonico, con buona struttura tannica.
Molto successo ha riscosso la serata "arte e cultura", svoltasi nella splendida terrazza nella sede dell'Azienda in occasione della visita dei giornalisti del "MiWine" e dell'Enotour; in quell'occasione, allietata da un concerto lirico, è stata presentata la gamma dei vini di Capri unitamente ai suoi prodotti tipici.
A riguardo, l'Azienda ha pubblicato il libro Sapore di Capri, disponibile nei punti informazioni dell'Azienda stessa.
Antico Convento San Michele Capri DOC Bianco: uve Falanghina e Greco, gradi 12, invecchiamento di 4 mesi in barrique e affinamento di 4 mesi in bottiglia.
Non fa eccezione Ersilia Buonocore, che insieme alla mamma e alla sorella conduce la Pasticceria-Gelateria-Rosticceria Buonocore di Via Vittorio Emanuele a Capri, mentre il resto della famiglia lavora nel laboratorio, m un'altra zona del paese.
Da Marina Grande alla cappella di San Michele, seguendo l'itinerario che l'amica giornalista e scrittrice Tullia Rizzotti propone nella guida Capri in fiore (Editoriale Giorgio Mondadori, pagg.
Capri DOC Bianco 2003: uve Greco, Biancolella e Falanghina, gradi 12, affinamento di 90 giorni in bottiglia.
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Scrivo volutamente olivi e non oliveti perché, come mi conferma il coordinatore dell'Azienda Autonoma di Capri, Elio Sica, non esiste sull'isola una coltivazione sistematica dell'olivo, di cui pure non mancano esemplari forse centenari.
"Punta Vivara" 2003 Capri DOC Bianco: uve Falanghina, Greco e Biancolella, gradi 11, affinamento di 6 mesi in acciaio.
Dopo la camminata (un'ora circa da piazza Vittoria ad Anacapri) e un rinfrescante bagno nella piscina del ristorante, la delicata frittura caprese accompagnata da vino bianco fresco è un vero toccasana.
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