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I viticoltori, considerate le esperienze positive con la varietà autoctona Vitovska, intendono valorizzare anche altre varietà locali, fra queste di sicuro la Glera, e inserire nel disciplinare di produzione anche il Bianco Carso.
Attualmente la denominazione di origine controllata riservata alla Vitovska ed al Terrano nella sola provincia di Trieste, al Pinot grigio, Traminer, Cabernet franc e Cabernet sauvignon nella sola provincia di Gorizia e alla Malvasia (da Malvasia istriana) ed al Chardonnay, Carso rosso, Sauvignon, Merlot e Refosco dal peduncolo rosso nell'intera zona vinicola Carso.
Il Terrano, derivante, stando ai nostri produttori, da un Refosco (refosco d'Istria o refosco dal peduncolo verde), ha un colore rosso rubino intenso e carico, con riflessi violacei, che ci introduce all'assaggio di un vino dal profumo ricco di frutti di bosco, dal sapore prevalentemente acido, inizialmente un pò scostante, e un corpo piuttosto vigoroso.
LA ZONA VINICOLA
La zona vinicola Carso comprende la provincia di Trieste e il Carso goriziano.
Ricordiamo, tra le iniziative più qualificanti, le due edizioni di Enocarso-Enokras 95 e 97, tenutesi rispettivamente nel castello di Duino e nel castello di San Giusto a Trieste.
CCIAA TRIESTE: zona vinicola del Carso
Con il relativo decreto stata considerata a livello normativo la tradizione enologica della periferia di Trieste e del Carso in particolare.
Rinata e con un promettente futuro, grazie ad un sapiente lavoro di recupero di alcuni produttori che hanno creduto nelle sue potenzialità, essa produce un vino che incuriosisce, moderno per la sua eleganza, moderatamete alcolico e con un lieve sentore di mandorla, adatto ad essere consumato anche fuori pasto.
Risale però ai tempi dell'imperatore Augusto il cenno storico più famoso sul vino di questa zona.
Vite abbastanza adattabile, ma fortemente grata al sole, produce un vino mediamente alcolico, fruttato e leggermente aromatico che si sposa bene con pietanze diverse quali pesce, minestre e carni bianche.
Alcuni secoli addietro essa stata importata anche nei nostri vigneti dalla vicina Istria, invadendo lo spazio di altre varietà sia sul Carso che nelle immediate vicinanze della città e guadagnandosi un posto di particolare rilievo sui pastini che partivano allora da sopra l'attuale centro cittadino per arrivare fin quasi alla baia di Sistiana.
Nei testi di Plinio il Vecchio si fa infatti menzione di un vino, il che sarebbe stato gradito a Livia, seconda moglie dell'imperatore.
TERRANO
"Il Carso Terrano ed il Terrano Carso" dicono gli appassionati che lo conoscono e se la fortuna e la pazienza vi assistono scoprirete voi stessi che il paesaggio di roccia bianca fino a strapiombo sul mare, di vigne disposte in maniera irregolare e seminascoste, di colori fra loro contrastanti e di terra rossa, non può che dare un vino, il Terrano appunto, con un suo gusto aspramente deciso, dapprima inavvicinabile, ma col passare del tempo sempre più accattivante, fino a diventare gradevole, dopo aver perso la sua giovanile arroganza.
Esso associa i produttori che credono nella grande vocazione vinicola del Carso e cercano, coscienti delle enormi fatiche che la loro terra esige, di proporre un prodotto sempre migliore.
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