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OSCO ROSSO Di colore rosso rubino, armonico non tannico, morbido ed equilibrato.
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LE SERRE Vino che viene dalla selezione dei migliori grappoli di Aglianico, con piccole aggiunte di Sauvignon.
VERNACCIA Vino di straordinaria personalità, ideale come aperitivo, unico per molluschi e pesci pregiati, è ottenuto da antiche viti di Vernaccia che la leggenda vuole qui piantate dai Liguri, deportati nel Sannio ai tempi dell'antica Roma.
Cucina
Vino che si serve con tutti i piatti dal gusto delicato e con gli antipasti di pesce.
valutazione: contenuti: mare, molise, isernia, montagnia, web master, regione molise, termoli, sport, notizie, campobasso, turismo, regione, curiosità, zeus
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Osco v. Schwaiger Wappen
Allevamento Rottweiler - dei Re Magi - di Vanio CICORIA. Cuccioli di Rottweiler selezionatidalle migliori linee di sangue europee per morfologia, carattere e sanità della razza
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common, Strada Alta - 01 tappa: Airolo-Osco (5 h)
Prima tappa: Airolo - Osco (5 ore)
La Strada Alta comincia ad Airolo ed facilmente raggiungibile con la
ferrovia.
Attraversiamo i villaggi
di Ronco, Deggio, Lurengo, il Bosco d'Os fino a Freggio e raggiungiamo Osco
(possibilià di pernottamento).
Strada Alta - 01 tappa: Airolo-Osco (5 h) - Ticino Tourism
valutazione: contenuti: common, Strada Alta - 01 tappa: Airolo-Osco (5 h)
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La denominazione si riferisce all’uso proprio di alcune bettole veneziane di ritirare oggetti in pegno, in cambio dei quali venivano dati 2/3 del valore della merce in denaro e 1/3 in vino appunto di pessima qualità.
Siamo infatti ormai alla fine di ottobre e si avvicina a grandi passi quel San Martino che nel calendario popolare la prima scadenza per gustare il vino novello: a san Martín tütt ul móst l’è vin, dicono da più parti.
Anzitutto opportuno aspettare un po’ prima di assaggiare il vino novello, si potrebbero infatti avere delle spiacevoli conseguenze: chi bév ul vin növ al stanta a fá l’öv, fatica a far l’uovo chi beve il vino nuovo: perché produce infiammazione! Quindi come prima indicazione, aspettiamo un attimo.
In realtà pare che il di annacquare il vino, di battezzarlo, fosse diffuso, con la conseguenza di una massiccia presenza del famigerato vin tredasín: dódas d’aqua e vün da vin.
Dicono nel Poschiavino: qual l stat al pl® sant? L’òst l’é pl® sant chi l prét, parché l prét al batéza numá na vólta tant e invéce l’òst al batéza pl® vólti al dí.
Per far questo, ad esempio, non lesinavano generose innaffiate di acqua alle vinacce ottenute dopo la spremitura del primo vino, ul crudèll.
Insomma bisogna dar retta ai saggi mendrisiotti: ul migliúr vinèll, l'è l vin ebrèll, perché non ha ricevuto il battesimo!
Ma se si riesce a evitare queste insidie e si beve del vino genuino, allora questo non può far male, bisogna semplicemente prendere alcune precauzioni.
Pro Ticino Pagine Tematiche Vini da evitare
Così facendo si aveva un vino dallo scarso vigore ma dai molti nomi: alcuni ironici, come il vin d'Aqui o il vin da quaranta, altri meno marcati quali la vinéta (Auressio), la vinéssa (Viggiù), il vinaréll (Giubiasco) e via dicendo, per giungere alla conosciutissima pichéta, il rinfrescante vino di bassissima gradazione che si beveva durante il lavoro nei campi (e nel solco di un’affermata rivalità strapaesana a Meride si dice che la pichéta l’è l vin che i fann a Tremóna).
Secondariamente il prodotto va vagliato: si dice che quand ul vin al büscia alura l’è sincér, ma anche qui bisogna distinguere, non ci si deve fermare alla prima impressione: la saggezza leventinese, nella fattispecie di Osco, che ci viene in aiuto: se la scüma la sta, ti va, se la scüma la va, ti sta, il vino buono se non continua a spumeggiare.
Non il caso di speculare, in questo campo vale quasi sempre l’equazione: vino di poco costo, vino di bassa qualità.
In Vallemaggia, invece, di un vino orrendo, ottenuto mischiando diverse qualità, poche delle quali degne di esser bevute (vi ricordo che per questa valle il Bonstetten, un commissario sindacatore bernese che sul finire del Settecento soggiornò nei nostri paesi, denunciava il fatto che le commessure nelle botti venissero turate con sterco bovino), si dice che rudièo mintè l vign di mört, miscelato come il vino dei morti, vale a dire quel vino proveniente da un vaso tenuto nel locale del torchio.
Carlo Dossi, nella seconda metà del secolo scorso, in una sua annotazione (in una delle cosiddette Note azzurre, perché scritte con grafia minuta su quadernetti con la copertina di questo colore) scriveva che per indicare un vino di qualità scadentissima, pessima, si diceva che l’è un vin da pégn.
valutazione: contenuti: vino osco
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