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Non a caso,
nonostante nel comune non ci siano vigne classificate Grand Cru, molti vini raggiungono quotazioni decisamente importanti, quando
non imbarazzanti.
Inoltre, con l'annata 1997, i produttori hanno potuto scegliere più liberamente i tempi di maturazione in legno dei loro vini grazie al nuovo disciplinare.
Accostiamo i vini di Pretterebner ad una serie di assaggi in forme inusuali a sorpresa e assaggiamo:.
Proseguiamo la nostra carrellata tra le vigne della Borgogna e ci spostiamo a sud, nei due comuni di Chassagne e Puligny che si dividono il Montrachet, il monarca assoluto dei vini bianchi.
La cuvée Substance, realizzata col metodo "Solera", vede nella maturazione in assemblaggio di più annate degli stessi vini il suo punto di forza.
Oggi dei vini si occupa la figlia Maria Teresa, mentre lui si "limita" a disegnare, una per una, le etichette delle bottiglie e a intrattenere i clienti che, numerosi, si recano in pellegrinaggio a Barolo anche solo per qualche bottiglia.
Il nome del Nebbiolo richiama istintivamente i grandi rossi delle Langhe e del Roero, ma questo nobile vitigno è diffuso in altre zone e, sovente, ci regala vini di alto profilo che non hanno nulla da invidiare ai loro nobili cugini.
Se oggi i vini di Langa si trovano negli scaffali delle enoteche e sulle tavole di tutto il mondo, in buona parte lo si deve ad Angelo Gaja.
Se qualche caduta di stile è inevitabile è pur vero che molti vini, anche quelli di stampo più tradizionale,
hanno guadagnato in freschezza e "bevibilità".
Il lavoro tenace di molti vignaioli sta riportando l'attenzione su queste uve e su questi vini che finalmente sfuggono alla dittatura dei classici, ma troppo spesso anonimi, "vitigni internazionali".
Sorvoliamo la Francia enologica in una panoramica sui vini bianchi di zone conosciute e non.
Deiss, il primato del territorio sul vitigno con due vini d ell'Altenberg de Bergheim; Gewürztraminer e Pinot Gris.
L'Aglianico è un uva di tradizione millenaria che oggi, grazie al lavoro di alcuni produttori che ne hanno conservato l'originalità nel tempo e ad alcuni "giovani" che stanno imprimendo un'accelerazione innovativa importante, ci regala vini di altissimo spessore.
Ma proprio questo successo rischia di far perdere a questi vini il legame fondamentale con la propria origine.
Divinis s.n.c.
Assaggiamo insieme a Franco Conterno, responsabile commerciale, una carrellata dei vini dell'azienda; Chardonnay Printanié 2000, Barbera d'Alba 1999, Quartetto 1999, Favot 1999, Barolo Cicala 1997 e, naturalmente, Barolo Riserva Gran Bussia 1995.
Saranno presenti e ci parleranno dei loro vini: Clerico, Conterno Fantino, Chiara Boschis, Azelia, Malvirà, Parrusso, Elio Grasso.
Avviciniamoci quindi ad alcuni vini prodotti da "Vecchie Vigne" ed assaggiamo: Gavi Fornaci Tassarolo di Chiarlo, Tocai Vigne di 50 anni di Zamò, Châteauneuf Du Pape Blanc Vieilles Vignes di Beaucastel, Châteauneuf Du Pape Rouge Vieilles Vignes di Michel Maret, Barolo Riserva Vecchie Viti dei Capalot e delle Brunate di Roberto Voerzio e Aglianico Del Vulture Vigna Della Corona della Tenuta Le Querce.
Il frutto è uno Champagne di piacevolissima complessità che, peraltro, dimostra una spiccata tendenza all'invecchiamento rivelando tutta la ricchezza dei vini di base che provengono dai vigneti di proprietà.
Morbidi e delicati come il velluto, i vini di Chambolle-Musigny hanno la discreta e sognante freschezza di una frizzante e soleggiata mattinata invernale.
Assaggiamo: Blanc de Morgex et de la Salle Brut, Anjou Vignes Francaises di Mark Angeli, Dolcetto Boschi di Berri di Marcarini, Barolo Otin-Fiorin Piè Franco- Michet di Cappellano, Romangia Rosso Dettori, Chirsa Cabernet-Saperavi di Georgian Vineyard e Madiran Vieilles Vignes di Labranche-Laffont.
Proponiamo, nell'ambito delle iniziative dell'associazione, un incontro in campo neutrale dedicato all'abbinamento di Salumi e Formaggi con tre aziende che ci presenteranno alcuni dei loro vini.
Zind-Humbrecht, l'essenza della forma fatta tradizione con due vini a dir poco sontuosi; Gewürztraminer Hengst e Riesling Rangen de Thann.
Il risultato è un panorama di vini rossi con una forte caratterizzazione territoriale, molto ampio e variegato.
Edoardo Valentini, oggi affiancato dal figlio Francesco, ha fatto dei suoi vini un mito, semplicemente lasciandoli esprimere nella loro pienezza.
Ma non solo; un confronto con vini di altre zone della Langa per cogliere al meglio la grandezza del nebbiolo.
Com'è ovvio aspettarsi dalla Borgogna i due comuni, seppur confinanti, conferiscono caratteristiche diverse ai vini, ma hanno un tratto comune; la maestosità dello chardonnay.
Il frutto di questa paziente attesa sono vini di complessità incomparabile che mantengono comunque una freschezza quasi inaspettata.
Insieme al produttore assaggiamo alcuni vini frutto di questo lavoro: Chardonnay 1996, 1998, 1999, 2000, Malvasia 1999, e Ronco della Chiesa 2001.
E proprio la suadenza di questo vino, coniugata all'austera eleganza del Cabernet Franc, fanno dei vini di questa zona un unicum che ha conquistato gli appassionati di tutto il mondo.
Eppure in molte zone vinicole importanti, Medoc, Borgogna, Alsazia, l'annata 1996 si è rivelata fin da subito di una struttura da antologia.
La sua recente scelta di "declassare" tutti i suoi cru, compresi i prestigiosi Sorì San Lorenzo e Sorì Tildin, per riportare l'attenzione sul Barbaresco in quanto tale ha fatto molto scalpore e impone a tutti una riflessione più attenta sull'identità di questi vini.
Il Maiale di Cinta Senese della Macelleria Marini e i vini di Colombaio di Cencio.
Giustamente accompagnati dai vini di Colombaio di Cencio che ci presenterà, tra l'altro, Il Futuro 1998.
E proprio di Mondavi, partito dalla California per approdare in ogni angolo del pianeta, parliamo ed assaggiamo i vini in abbinamento.
Una serata a sorpresa dedicata a questa importante maison di Champagne che, per l’occasione, ci presenterà una serie di prodotti provenienti direttamente dalle riserve di cantina, mai commercializzate in Italia, dandoci modo di apprezzare le qualità evolutive dei loro vini.
La superiorità del territorio e la classe inconfondibile che caratterizza i suoi vini sono ormai patrimonio incentestabile.
Ancora un incontro con un vignaiolo che mette come punto di partenza per la produzione dei suoi vini il rapporto con la "terra".
Oltre agli abusati Müller-Thurgau e Gewürztramier l'Alto Adige propone una serie di vini, aromaticamente altrettanto importanti, di grandissimo valore e con una capacità di espressione del territorio ancora più marcata.
Questo non facilita il lavoro dei viticoltori e non contribuisce ad assicurare un futuro a questa zona vinicola, ma tant'è.
Vini che hanno, nella maggior parte dei casi, bisogno di più tempo per esprimersi, ma che posseggono tutte le caratteristiche dei veri fuori classe; struttura, equilibrio, longevità.
Selezione accuratissima delle vigne, cura quasi maniacale della vinificazione, controllo altrettanto accorto della maturazione delle singole partite che vengono seguite separatamente fino al momento del taglio finale per favorire l'apporto delle caratteristiche peculiari di ogni vino.
La più famosa delle denominazioni del sud della Francia, non fosse altro che per il riferimento all’antica e temporanea residenza papale ad Avignone, continua a donare vini di sontuosa eleganza.
Esistono in Italia un territorio ed una cantina in grado di dare vita a vini bianchi di grande personalità e con una spiccata propensione alla maturazione? Forse non ci siamo mai posti questa domanda, ma la risposta è; si, esistono! Il territorio è quello della conca di Terlano, in Alto Adige, e la cantina è la Cantina di Terlano, che per prima ha messo insieme gli sforzi dei piccoli produttori con un unico obiettivo; la qualità.
Li accompagnamo con i vini tipici Liguri della Cascina delle Terre Rosse, produttore di Finale Ligure con l'ambizione, ormai raggiunta, della qualità.
Assaggiamo i due vini che più simboleggiano questa ricerca: Larigi 1996, 1997, 1999 e Arborina 1996, 1997, 1999.
Forse nessuna altra zona di produzione vinicola del sud Italia ha lo stesso prestigio e la stessa tradizione del Vulture.
Oltre ad aver firmato alcuni tra i vini più significativi e chiacchierati degli ultimi decenni, ha fatto scelte produttive controverse che lo hanno allontanato dai favori della stampa specializzata, che hanno, però, dato il via a nuove ricerche anche da parte di altri produttori e, forse, aperto la strada al vino di domani.
I vini, modelli di concentrazione ed equilibrio, uniscono l'eleganza del classico taglio bordolese ad una sensualità tutta mediterranea, segno caratteristico del Bolgherese.
La regione vinicola più tradizionalmente importante della Spagna attraversa un momento di grande fermento,
come del resto l'intera nazione, ed esprime, oltre ai suoi rossi votati al lungo invecchiamento, una panoramica di stili
molto ampia.
L'annata 1997, forse un po' anomala vista l'estate siccitosa, promette vini caldi, densi e già pronti da bere.
Non perché questi vini e questi agricoltori non meritino attenzione, ma perché un eccesso di mediaticità potrebbe turbare un equilibrio veramente precario.
Il panorama attuale di tutto il versante adriatico è molto ampio ed anche gli stili di vinificazione spesso sono molto lontani tra loro.
Certo, la fragrante opulenza dei vini, frutto di un terreno ricco di argilla, fa dei Meursault vini di "facile bevibilità"
e di grande piacere.
Lo Sforzato, ottenuto da uve Chiavennasca (l'amato Nebbiolo) lasciate ad appassire su graticci e poi vinificate per ottenere un vino "secco", è il "gioiello di famiglia".
Pur essendo un vitigno "difficile" il Nebbiolo ha il grande pregio, quando coltivato correttamente, di esaltare le qualità del territorio; questo consente a chi lo utilizza di proporre vini di notevole personalità con un profondo legame con le origini.
E lo fa raccogliendo il meglio della produzione di ognuno di loro per sette vini presentati con un'unica etichetta.
L'approdo in questa prestigiosa zona vinicola prevede la produzione di vini di stampo internazionale in quantità non trascurabili, senza dimenticare la qualità del "marchio" Gaja.
Più o meno nello stesso periodo alcuni produttori
cominciavano a commercializzare vini bianchi che, viceversa, recuperavano metodologie produttive "antiche" come la macerazione sulle bucce,
suscitando non poco clamore.
Assaggiamo: Sancerre, Crottin de Chavignol, Selles sur Cher, Pouligny Saint Pierre, Saint Maure abbinati ai vini di Henri Bourgeois.
Dalla fine degli anni settanta, quando è "esploso" a livello mondiale nella elite dei vini di taglio bordolese, riconoscimenti e successi commerciali non sono mai venuti meno.
Alla presenza dei produttori assaggiamo una rassegna dei loro vini che comprende: Chardonnay 1999 di Mlecnic, Collio Bianco 1998 di La Castellada, Collio Ribolla 1998 di Radikon, Alicante Terziere 1999 di Massa Vecchia e Recioto di Gambellara 1998 di La Biancara.
Assaggiamo; Insalata di Coppa di Testa con Pecorino e Noci, Selezione di Salumi del Porcaro Medioevale, Timballo di Riso alla Parmigiana con il Guanciale in abbinamento ai vini de Le Macchiole: Macchiole Rosso, Paleo Rosso, Messorio e Scrio.
Il Pinot Nero in Borgogna vanta una tradizione millenaria e, basando la sua forza sulla minuziosa frammentazione delle vigne su base qualitativa, oggi può annoverare alcune tra le parcelle di vigneto più ricercate e costose del mondo vinicolo.
Ostertag il folletto innovatore con due vini di Muenchberg; il Riesling e il Pinot Gris, quest'ultimo vinificato in legno.
La degustazione dei vini accompagnerà alcuni piatti: Terrina di Pesce, Lasagne alla Bolognese, Selezione di Formaggi.
Da un lato i vini più "facili" regalano caratteristiche di bevibilità di grandissimo interesse, mentre i vini più "importanti" trasmettono una mineralità ed una personalità inconfondibili.
La tradizione dell'appassimento delle uve per la produzione di vini sia dolci che secchi affonda le proprie radici nella storia e ci consegna un patrimonio culturale invidiato nel mondo intero.
Una piccola rassegna di vini "minori" che abbiniamo ad una serie straordinaria di formaggi a latte crudo del selezionatore Cora di Monesiglio.
E allora verifichiamo lo stato di alcuni di questi vini assaggiando: Barolo Bricco Rocche di Ceretto, Barolo Enrico VI di Cordero Di Montezemolo, Barolo Vigna Conca di Mauro Molino, Barolo Vigna Cappella di S.
Sancerre e Pouilly, due cittadine sulle sponde opposte del fiume offrono una selezione di formaggi di capra e di vini di qualità eccezionale che insieme offrono una sintesi deliziosa di un territorio privilegiato.
"Nicolas Joly sta per vincere la sua scommessa: dimostrare al mondo che un vigneto coltivato il più strettamente in biodinamica dà uve di qualità aromatica superiore (senza parlare dei vantaggi per l'ambiente), e a tutti i suoi detrattori che è divenuto un vinificatore di primo ordine.
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